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Progetto d’illuminazione: Cinzia Ferrara e Marco Miglioli ArchiLight Studio.
Committente: Fondazione Adolfo Pini. Progetto di restauro architettonico: Massimo Antinarelli.
Restauro artistico: Laura Menegotto con Martina Cervi. Produzione e organizzazione: Francesca Zaja.
Curatela e coordinamento generale: Silvia Bolamperti. Progetto Grafico: Leftloft.
Fotografie: Andrea Rossetti e Marco Miglioli.
MILANO I ITALIA
Nel cuore di Milano un elegante palazzo di fine Ottocento, che una volta fu la casa e lo studio del pittore Bongiovanni Radice, è stato trasformato in una casa museo che preserva lo spirito originario di una dimora della borghesia milanese a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Salone Madame et Monsieur. Lungo le pareti sono esposti arredi d’epoca e i dipinti di Radice mentre sul fondo domina il camino di Giò Ponti
La casa museo occupa le sale del piano nobile del Palazzo, dove è custodito il nucleo della collezione permanente della Fondazione Pini; qui, oltre ai dipinti di Bongiovanni Radice, sono conservati arredi, ceramiche, orologi di manifattura lombarda e collezioni d’arte appartenute ad Adolfo Pini, ultimo inquilino e proprietario della casa.
Il piano terra invece, che si affaccia sulla corte interna, è stato destinato ad accogliere mostre d’arte, eventi temporanei ed archivio delle opere d’arte.
La casa museo, così come tutto l’edifico, si sviluppa attorno ad una corte quadrata porticata, collegata alla pubblica via da un profondo androne con un soffitto ligneo a cassettoni.
Nelle sale del museo, grazie ai lavori di restauro e alla ricollocazione degli arredi originari, si può rivivere l’atmosfera di una casa privata milanese. L’impianto d’illuminazione, creato da semplici elementi che si potrebbero trovare in molti contesti domestici, sottolinea questo spirito.
Questo impianto, che unisce sia l’illuminazione ordinaria che quella di emergenza, è concepito principalmente attorno ad un sistema composto da binari elettrificati paralleli alle pareti.Durante i lavori di restauro e adeguamento impiantistico si è deciso di eliminare tutti gli interruttori sostituendoli con un impianto domotico che permette di gestire l’intero sistema d’illuminazione e richiamare scene luminose.
Lo scalone d’onore funge da ingresso principale al piano nobile. Esso, dopo un meticoloso lavoro di restauro pittorico e strutturale, è stato illuminato prevalentemente da un lampioncino, realizzato su misura in bronzo, che richiama quelli che si possono trovare in molti corpi scala dei palazzi nobiliari italiani. Una luce morbida e dinamica dà risalto al soffitto affrescato, creando un’atmosfera sospesa tra passato e presente.
Di giorno grate ornate di manifattura lombarda di ampie finestre filtrano la luce dalla corte interna, disegnando giochi di luci e ombre sui marmi del vano scala. Di notte invece una luce calda avvolge i visitatori.







